PIETRA&Co. 2026 Intelligenza Naturale
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- 21 May 2026
PIETRA&CO.2026 | INTELLIGENZA NATURALE
Sirmione, Maggio - Ottobre 2026
Inaugurazione Giovedì 21 Maggio 2026
PIETRA&CO. è un percorso espositivo a cura del Consorzio Marmisti Bresciani in collaborazione con il Comune di Sirmione, che si rinnova dal 2007 con edizioni annuali di public art e diverse iniziative promosse sulla Via del Marmo.
Il Consorzio Marmisti Bresciani incarna da sempre il volto e l’anima del mondo della pietra bresciana, promuovendo lo sviluppo della sua eccellenza qualitativa e valorizzandone il patrimonio storico e culturale, quale identità autentica del territorio.
La collaborazione con il Comune di Sirmione si rinnova da anni per presentare questa identità in un itinerario consolidato, ricco di luoghi dall’intramontabile valenza storica, archeologica, culturale, paesaggistica e turistica, il cui fascino, custodito in spazi incantevoli, riecheggia oltre il tempo e i confini.
Pietra&Co.2026 – Intelligenza Naturale è un progetto che presenta un percorso di arte diffusa in cui ambiente e pietra naturale si affermano come origine e materia viva del gesto artistico contemporaneo.
In ascolto dell’arte l’intelligenza umana è invitata a rallentare. Il percorso espositivo si sviluppa in dialogo con il luogo e invita il pubblico ad un’esperienza di attraversamento e confronto con un’arte che sopravvive fuori dai paradigmi di efficienza e velocità, riaffermando il valore del restare, del misurarsi con la materia e lo spazio.
Il nuovo itinerario, grazie anche alla partecipazione della Direzione Regionale Musei Nazionali Lombardia e di Sirmione Servizi, riconferma il percorso da Punta Grò alle Grotte di Catullo con sculture in marmo, installazioni monumentali, progetti site-specific, fotografia, videoarte ed eventi, che sono espressioni di cultura intesa come motore di identità, coesione e sviluppo territoriale, al di fuori dei luoghi espositivi tradizionali, in spiagge, passeggiate, parchi, giardini, siti storici ed archelogici, nei prestigiosi spazi di Villa Cortine Palace Hotel, SPA&Thermal Garden e Olivi Hotel&Natural Spa, presso la Biblioteca e negli uffici del Municipio di Sirmione.
Gli artisti che partecipano a questa edizione, scultori della pietra, artisti monumentali contemporanei e creativi legati ai mondi emergenti della digital art e dei linguaggi performativi, dialogano con lo spazio per raccontare un’arte ancora in grado di essere riparo per gli esseri umani che sanno rinnovarsi senza perdere la propria anima.
Esporranno gli artisti: ALESSANDRO PEDRETTI | ANJA LUITHLE | ANGELO CONFORTINI | ANNA GABBIANI | ARMIDA GANDINI | AUDELIO CARRARA | BARBARA CRIMELLA | CARLA VOLPATI | COLLETTIVO IL MOVIMENTO DELLE STORIE | CRACKING ART | DOMENICO LUSETTI | DOROTHY BHAWL | EDOARDO FERRARI | FABIO BIX | FRANCO GHIRARDI | GIANPIETRO MORETTI | IVAN CONFORTINI | JOHANNES PFEIFFER | LILLO MARCIANO | LORENZO MORETTI | LUISA VALENTINI | MARIANGELA GAVIOLI | MILENA BERTA| MOLOM | MONICA CARRERA | PROGETTO UTOPIA | RENZO NUCARA | RITA SIRAGUSA | ROBERTA SUSY RAMBOTTI | TIMEA DEAK | TIZIANO RONCHI | TOMMY SPER
PROGETTI COLLATERALI
SPAZI DEL SUONO
Laboratorio a cura di MOLOM (Milena Berta e Alessandro Pedretti) che si inserisce nel contesto della valorizzazione ambientale e artistica di Punta Grò a Sirmione e si avvale della presenza di opere anche permanenti e materiali naturali per un’esperienza multisensoriale e tecnologica del territorio. Attività multidisciplinare che unisce ascolto, esplorazione ambientale e sperimentazione sonora. Attraverso una soundwalk guidata e l’interazione con materiali naturali e sculture. I partecipanti scopriranno come ogni elemento del paesaggio possa diventare fonte di suono e di espressione artistica.
DATE: MARTEDI’ 07 LUGLIO DALLE 16:00 ALLE 18:00 e MARTEDI’ 14 LUGLIO DALLE 16:00 ALLE 18:00 presso la Casa del Pescatore di Punta Grò
MOLOM
ALESSANDRO PEDRETTI - COMPOSIZIONE E PAESAGGIO SONORO
Compositore, musicista e sound designer autodidatta, dal 2007 realizza sonorizzazioni, colonne sonore e ambientazioni sonore per documentari, podcast, installazioni e performance multimediali. La sua ricerca si concentra sulla costruzione di paesaggi sonori materici, modellando lo spazio sonoro attraverso fenomeni di risonanza, stratificazione timbrica, sintesi granulare e strutture polimetriche. L'interesse per il field recording, l'acustica ambientale e l'elaborazione post-digitale lo porta a sviluppare materiale sonoro in cui l'ascolto diventa un dispositivo esperienziale, rivelando nuove modalità di interazione e narrazione tra suono e ambiente.
MILENA BERTA - SCULTURA E PROCESSI MATERICI
Scultrice e artista visiva, laureata presso l'Accademia di Belle Arti di Santa Giulia a Brescia, focalizza la sua ricerca sulla trasformazione della materia, con particolare attenzione alla pietra e alla sua memoria geologica, concepita non come elemento statico, ma come testimone di processi naturali e traccia del tempo in continua ridefinizione. Attraverso la scultura, esplora le potenzialità espressive del materiale, trasformandolo in un mezzo di indagine sui processi di mutazione e instabilità. Il suo approccio non si limita alla dimensione visiva e tattile, ma si estende a quella sonora, rivelando le vibrazioni intrinseche della materia e la sua capacità di dialogare con lo spazio.
Hanno dato forma a molom (musica organica legata all’osservazione del movimento) come progetto artistico condiviso, un duo attraverso il quale esplora la relazione tra materia e suono con un approccio che unisce ascolto, gesto e trasformazione. La loro pratica si concentra sull’utilizzo di elementi di scarto o residuali, materiali marginali o dimenticati che riativano come generatori di nuove narrazioni sonore. Utilizzano dispositivi analogici degli anni '70, tape loops ricavati da vecchie audiocassette, strumenti DIY e DSP moderni per indagare la memoria inscritta nella materia, facendo emergere qualità timbriche e ritmiche che si rivelano solo nell’incontro diretto con gli oggetti.
Il loro lavoro si sviluppa come un dialogo tra gesto e suono, in cui la manipolazione degli oggetti produce trame acustiche stratificate intrecciate a layer di field recording e a una sensibilità compositiva che oscilla tra sperimentazione, ecoacustica e una prospettiva di abitare il suono, intesa come pratica di ascolto capace di mettere in relazione paesaggio, memoria e collettività.
Negli ultimi anni hanno sviluppato progetti in contesti espositivi e ambientali, prendendo parte a residenze artistiche nazionali e internazionali.
IN FONDO
OPERA DI MONICA CARRERA
VIDEO REALIZZATO DA NICOLA ZAMBELLI
CASA DEL PESCATORE – PUNTA GRO’
L’opera giace a circa quindici metri di profondità sul fondo del lago, nei pressi della casa del pescatore (Lat: 45° 28.531239' Long: 10° 38.429763’). Si tratta di una sorta di stele, ricavata in una pietra di scarto di marmo locale, sulla quale è stata incisa la frase “Siamo stati umani” senza nome né firma. Concepita come una sorta di Time Capsule, è un messaggio per il futuro, affidato all'acqua e al tempo. L’acqua in particolare, elemento primordiale di vita e oblio, diventa qui il mezzo e il guardiano di questa testimonianza.
La frase incisa invita a riflettere sulla fallibilità della nostra esistenza hic et nunc e affida alla durezza della pietra la memoria di un tempo di umanità. Che cosa significa essere umani e che significato avrà in futuro? Oggi un corpo inerte che si dichiara umano e che giace su un fondale evoca irrimediabilmente la moltitudine di reali corpi che giacciono sul fondo del Mediterraneo. Per questo, la stele si configura anche come un monumento funebre alla nostra umanità smarrita e ai tempi disumani che attraversiamo.
Come ogni dispositivo della memoria - e la pietra è forse il più antico - si rivolge a chi verrà dopo di noi, ricordandoci che siamo gli antenati delle generazioni future, senza escludere la possibilità di un’estinzione o di una ibridazione, come forma radicale di evoluzione.
L’opera è accompagnata da un video, visibile presso la casa del pescatore e realizzato con Nicola Zambelli. Il video è un'elegia interamente dedicata agli elementi costitutivi e simbolici che convergono nell'opera: l'acqua, la pietra e il tempo, intrecciando la loro narrazione in un ciclo continuo di memoria e oblio.
CROMLECH – PIETRE DI COMUNITA’
OPERA DI MARIANGELA GAVIOLI
PUNTA GRO’
Il cromlech preistorico rappresenta uno dei primi luoghi di comunità dell’uomo: un cerchio di pietre disposto per delimitare uno spazio sacro, simbolico o sociale, dove le persone si ritrovavano per parlare, celebrare, decidere, condividere momenti e riti. È una delle prime architetture collettive, nate dal bisogno di appartenere e di comunicare. Partendo da questa suggestione arcaica, il progetto “Cromlech – Pietre di Comunità” vuole reinterpretare quel gesto originario: creare uno spazio contemporaneo di incontro, un luogo dove la materia stessa – la pietra, il marmo – torni a essere veicolo di relazione tra le persone. Uno spazio aperto, semplice e accogliente: una reinterpretazione in chiave attuale del gesto primordiale dell’incontro. Le sedute, ricavate da blocchi di pietra grezza come appena estratti dalla cava, conservano la loro forma irregolare e autentica, con solo la superficie superiore levigata per accogliere il corpo. Ognuna è diversa, come diverse sono le persone che vi si siederanno. Alcuni blocchi potranno conservare segni o sigle di cava – tracciature, numeri, simboli – piccole memorie del loro viaggio, tracce di un’origine che diventa racconto. Disposte in cerchio o in semicerchio, queste “pietre-sedute” delineano uno spazio aperto, inclusivo, pensato per favorire la conversazione, l’incontro casuale, la pausa condivisa. Non un monumento, ma un invito: a fermarsi, guardarsi, parlare. Il perimetro è segnato da un profilo in corten, sottile ma deciso: un segno contemporaneo che definisce lo spazio senza chiuderlo, un gesto che dichiara la distanza dal passato pur mantenendo con esso un legame profondo. Il corten è un materiale “vivo”, che dialoga con la pietra ma ne evidenzia la reinterpretazione: il suo colore caldo richiama la terra e, al tempo stesso, incornicia lo spazio trasformandolo in una piazza ideale che non imita il passato, ma lo rilegge. All’interno, la pavimentazione è realizzata con scarti di marmo, frammenti di materia che tornano a nuova vita e compongono un mosaico irregolare, simbolo di una comunità fatta di diversità e connessioni. È il suolo della nostra piazza ideale, un luogo che invita a fermarsi, incontrarsi, parlare. Questo uso degli scarti valorizza il tema del riuso e del rispetto per la materia, in linea con la sensibilità contemporanea verso la sostenibilità, e allo stesso tempo crea un tappeto poetico che racconta l’origine “cavata” delle pietre-sedute. In un tempo in cui la socialità si disperde e la connessione è sempre più virtuale, il nuovo cromlech diventa un invito alla prossimità: un piccolo cerchio di pietre che celebra la presenza, la parola, lo stare insieme. Un’architettura minima della relazione umana.
IL MOVIMENTO DELLE STORIE
COLLETTIVO IL MOVIMENTO DELLE STORIE - Elena Allemand, Matilde Guidetti, Koemi Nicotera, Cecilia Signori, Giulia Signori, Tiffany Turrini, Anita Vergna, Ariella Vergna e Giorgia Zaffaina.
Coordinamento: Giulia Tosoni. Biblioteca Comunale di Sirmione, 2026 — Sculture mobili (pietra, marmo, carta, legno, filo metallico, nylon).
Esito dell’omonimo laboratorio di scultura narrativa con Giulia Tosoni, svolto in Biblioteca Comunale a Sirmione nell’aprile 2026 con la collaborazione del Consorzio Marmisti Bresciani.
Le Sculture mobili (pietra, marmo, carta, legno, filo metallico, nylon) in mostra sono il risultato del laboratorio “Il movimento delle storie” – Laboratorio di scultura narrativa e forme in equilibrio con Giulia Tosoni, svoltosi nel mese di aprile 2026 presso la Biblioteca Comunale di Sirmione, coordinato da Giulia Tosoni, arteterapeuta e bibliotecaria, con il sostegno del Comune di Sirmione e la collaborazione del Consorzio Marmisti Bresciani.
Rivolto a bambini e ragazzi (9–12 anni), il laboratorio ha esplorato il rapporto tra materia, equilibrio e narrazione attraverso la creazione di sculture mobili ispirate alla ricerca di Alexander Calder. Il percorso ha guidato i partecipanti dall’esplorazione dei materiali – pietra, marmo, legno, carta ed elementi naturali – alla progettazione e costruzione di opere sospese, capaci di tradurre in forma visiva storie personali e collettive.
Concepito come spazio di libera sperimentazione, il laboratorio ha valorizzato autonomia progettuale e dimensione collaborativa, stimolando un dialogo continuo tra immaginazione, materia ed equilibrio.
Inserite nel percorso espositivo della rassegna di public art Pietra&Co.2026, le opere realizzate assumono una ulteriore dimensione: da esiti di un processo laboratoriale diventano parte integrante della mostra, offrendo ai giovani autori l’opportunità di confrontarsi direttamente con il pubblico e di vivere l’esperienza artistica nella sua forma compiuta, dalla creazione alla fruizione.
Inaugurazione PIETRA&CO.2026 | INTELLIGENZA NATURALE
GIOVEDI’ 21 MAGGIO 2026
Ore 18:00 presso le Grotte di Catullo
Lettura di Francesco Martucci Inciampare nella parola, uscire dalla pietra per l’installazione Libri d’inciampo di Armida Gandini.
Ore 19:00 presso Piazza Carducci
Performance teatrale Anima Cosmica a cura di La Bestia Blu con musiche originali di Dorothy Bhawl e LMNC per l’installazione Stella Interiore di Dorothy Bhawl
Ore 19:30 presso la Spiaggia delle Muse
Presentazione istituzionale alla presenza di Autorità, Curatori, Artisti e aperitivo musicale con il trio jazz F.a.s.t. – Fabio Levi, Andrea Bugna e Simone Robuschi.
In caso di maltempo l’inaugurazione si svolgerà a Palazzo Callas in Piazza Giosuè Carducci.